NON VOLEVO LA CHITARRA... e adesso mi ritrovo pure con la batteria
Mia figlia maggiore è già da un bel po' che insiste per avere la chitarra elettrica. Io ho resistito con mille scuse nel cedere. "Troppo rumorosa!" motivavo.
Ma la Settimana Santa è un periodo in cui lo Spirito soffia parecchio e porta parecchia ispirazione. Ecco che i miei figli, insieme ai due cugini gemelli, maturano l'idea di mettere su una band. Figuriamoci i papà: correndo indietro nel tempo ai loro ricordi di adolescenti, ai bei tempi che furono, sono stati subito d'accordo. "Un posticino dove stare si troverà", hanno concordato.
Dettofatto, venerdì sera hanno fatto ingresso nel mio soggiorno diversi scatoloni. Dopo un po' non si è capito più niente: tutti con vari pezzi in mano a montare la batteria. Tamburi di tutte le grandezze (ognuno col suo bravo nome) hanno invaso lo spazio; zio Enzo dirigeva il tutto (era lui il batterista dell'antica band, a lui toccava mettere insieme i pezzi). In men che si possa credere la batteria era montata e accordata.
Gennaro era la prima volta che ne vedeva una da così vicino, la prima volta che prendeva in mano un paio di bacchette, ma è molto motivato ad imparare in fretta.
E, fatta eccezione per Domenica di Pasqua, dalla stanzetta di Gennaro, dove si sono piazzati, ora non è altro che un tum tum ccià di duine, i primi tentativi di variazioni, giri di DO al basso, accordi e soliste di chitarra... e sopra il tutto la melodiosa voce di Sara...
Domenica di Pasqua è stata una vera giornata di pace nel silenzio delle montagne abruzzesi; ma fino a che non troveranno il famoso "posticino", sing, sing, la pace ora, temo che me la sognerò di notte.
E io che non volevo la chitarra elettrica...