La Rivelazione è una miniera inesauribile, ogni generazione ha il diritto e il dovere di ripensarla per suo conto, facendola fruttificare.
"... la verità della vita cristiana è come la manna nel deserto: non la si può mettere da parte e conservare; oggi è fresca, domani è marcia. Una verità che continui solo ad essere trasmessa, senza essere ripensata a fondo, ha perso la sua forza vitale. Il vaso che la contiene -per esempio la lingua, il mondo delle immagini e dei concetti- si impolvera, si arrugginisce, si sbriciola. Ciò che è vecchio resta giovane solo se, con il più giovanile vigore, viene riferito a ciò che è ancora più antico, e sempre attuale, la Rivelazione di Dio".
Hans Urs von Balthasar, Abbattere i bastioni, (1962)
Nona puntata
Gesù promette lo Spirito Santo
Lo Spirito Santo sceso su Gesù il giorno del Battesimo sul Giordano, Lo accompagna per tutta la sua missione sulla Terra ed Egli, prima di tornare al Padre suo, lo ha promesso ai discepoli perché ricevessero una forza sempre nuova per continuare la sua opera. “Io non vi lascio soli, aveva detto loro Gesù, ma riceverete forza dallo Spirito Santo e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta
In queste parole troviamo
Gesù, infatti, è venuto a costruire un Regno di pace, di giustizia e di amore, ha gettato il seme con la sua vita e la sua parola. Ora noi siamo chiamati a far crescere questo piccolo seme, farlo germogliare e farlo divenire un grande albero, come il seme di senape dalla cui quasi inconsistenza cresce un grande albero dove gli uccelli fanno il loro nido (Mt 13,31-32).
Ogni cristiano è investito di una grande responsabilità: accogliere i doni dello Spirito e, grazie anche alla propria laboriosità e generosità, permettere al seme gettato da Cristo di crescere e diventare grande e visibile a tutto il mondo.
Nel giorno della Pentecoste, festa ebraica che cade 50 giorni dopo Pasqua, Gerusalemme era affollata di pellegrini venuti da ogni paese del Mediterraneo che andavano al tempio a lodare e ringraziare Dio.
I discepoli sono radunati in preghiera chiusi in casa. Con loro c’è anche Maria, Madre di Gesù. All’improvviso accade, nelle modalità che già ci sono note: viene un rombo come di vento di uragano che riempie tutta la casa e su tutti scende lo Spirito Santo, descritto dall’evangelista Luca come lingue di fuoco. Il fuoco che purifica e da forza.
Succede qualcosa di straordinario: i discepoli iniziano a parlare lingue a loro sconosciute, tanto che vengono presi per ubriachi. Pietro, che non aveva avuto il coraggio di difendere Gesù e lo aveva rinnegato per tre volte, adesso è investito da un coraggio da non credere e prende la parola per annunciare l’opera di Dio. La sua parola ha una forza nuova tanto che molti (tremila persone At 2,1-41) chiedono di farsi battezzare in nome di Gesù e uniscono agli apostoli. Si fanno cristiani. Nasce
Alla scelta di ricevere il sacramento del Battesimo è legato il nostro farsi cristiani, ma vivere da cristiani è una scelta che si realizza e si rinnova giorno dopo giorno, con la nostra debolezza, la nostra fragilità. Ma lo Spirito Santo ci soccorre e ci fortifica, fa sì che ogni ostacolo può essere superato.
Col Battesimo siamo stati per la prima volta segnati con lo Spirito Santo e siamo stati resi partecipi della Pasqua di morte e resurrezione di Gesù, siamo stati liberati dal peccato e siamo risorti ad una vita nuova.
Ma con il sacramento della Confermazione riceviamo il sigillo dello Spirito, che ci fa vivere la nostra Pentecoste.
Vieni, o Spirito Creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.

Sono stata invitata dall’amico Giorgetto a fare il giochino delle 5 cose che gli altri non sanno di me. Premetto che di solito non continuo mai le catene a cui sono chiamata e penso che tutte le sventure di cui minacciano siano solo una sciocchezza. Ma questa volta faccio un’aeccezione perché credo che sia un modo per conoscerci un po’ di più
Ma 5 proprio 5? Son tante…. Beh, ci provo.
1.Nel mio cammino di cristiana ho avuto anche io i miei bei disguidi con il clero (parrocchiale e diocesano). Siccome non digerivo una certa visione delle cose, pur rimanendo ferma nella mia fede in Cristo e nella Chiesa, me ne sono tenuta volontariamente distante. Mi sentivo una mosca bianca. O la pecora nera. E questo è un fatto!
2. E questo è un altro fatto! Grazie al blog ho conosciuto un sacco di persone che la vedono come me e questo mi ha ridato la voglia dell’annuncio e il coraggio di riprendere il cammino interrotto. Ho pensato che è ingiusto tenere per me i talenti che ho avuto in dono e farli fruttare. Per ora ne sto usando uno che so di far fruttare bene ( senza falsa modestia, so di essere una brava catechista).
Approfitto qui per un grazie a tutti gli amici blogger con tutto il cuore.
A proposito: non tutti sanno che Lisergica è la mia primogenita, e ne vado fiera, anche della sua testardaggine!
Basta? Chiamo a giocare, se vogliono, Benedettaj, Cuoredipizza, Dark44, Lampisterio e Martayensid.
Dopo la pausa delle vacanze natalizie riprendono gli impegni per il corso di catechesi. Eccoci, dunque, pronti per la prima lezione dell'anno:
Ottava puntata
Il Battesimo di Gesù
Sulle rive del fiume Giordano, Gesù riceve il battesimo da Giovanni il Battista.
Per gli ebrei, il battesimo era un rito di purificazione e di penitenza. Gesù non ne aveva certo bisogno.
Questo evento evidenzia lo stretto legame tra la persona dello Spirito Santo e l’umanità di Cristo. Il primo momento di questo legame è evidenziato dall’Incarnazione (…per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria). Il secondo momento è quello del Battesimo.
Tutti e quattro gli evangelisti ci presentano questo evento mettendo l’accento sul carattere trinitario della teofania in modo ancora più marcato che non nel racconto dell’annunciazione.
Luca ci dice che, dopo il Battesimo, Gesù era in preghiera (Lc 3,21), come in contatto col Padre a cui chiedere lo Spirito per aver la forza per iniziare la sua missione messianica. Lo stesso evangelista in seguito ci dirà che Gesù insegna che il Padre celeste dà in dono lo Spirito a chiunque ne farà richiesta (Lc 11,13). Ma l’importanza della preghiera di Gesù e di quello che accade di conseguenza sta nella sua piena presa di coscienza della missione per cui è stato mandato.
Giovanni ci riferisce che il Battista, vedendo avvicinarsi Gesù, dice: “ Ecco, l’Agnello di Dio, colui che toglie i peccati del mondo!” (Gv 1,29-34). Gesù è l’Atteso, è il Messia!
E
Il cielo si squarcia ad indicare la presenza di Dio, si ode
Come una colomba lo Spirito Santo scende dal cielo e investe Gesù, a sancire la sua intima unione col Padre.
Nel Battesimo sul Giordano dunque, abbiamo una teofania che investe i sensi in forma uditiva (la voce di Dio) e visiva (la presenza dello Spirito come una colomba). E’ una teofania trinitaria perché siamo di fronte alla presenza delle tre persone della Trinità: il Padre che parla, il Figlio che riceve lo Spirito e lo stesso Spirito Santo che si fa visibile sotto forma di colomba.
Secondo alcuni esegeti, questo avvenimento riportato dagli evangelisti è un’esperienza vissuta solo intimamente da Gesù, come piena presa di coscienza della missione a cui era stato mandato. Se, infatti, l’evento fosse stato qualcosa di visibile e udibile da tutti, non si spiegherebbe, in seguito, il dubbio di Giovanni circa la missione messianica di Gesù (Lc 7,9-20): come avrebbe potuto ancora chiedersi se Gesù era o no il Messia dopo aver visto e udito un tale prodigio? Anche per ciò che riguarda la discesa dello S.S., è abbastanza impensabile, infatti che Esso si presenti in forma materializzata. La colomba ci richiama alla leggerezza, alla soavità, allo Spirito primordiale che aleggiava sulle acque, alla salvezza dai peccati dell’Arca di Noè.
Il Battesimo di Gesù va, dunque, letto come teofania , va letta in chiave cristologia, come annuncio o proclamazione che Gesù è Figlio di Dio, Messia e Salvatore.

"Preferisco pellegrinare con te sulla terra come un mendicante che possedere il cielo senza te.
Dove tu sei è il cielo e dove non sei è inferno e morte"
(Tommaso da Kempis, Imitazione di Cristo)
Della serie: "Gli esami non finiscono mai"
Anche durante le vacanze non ci si riposa mai…
Mai che si possa dire:”Vabbè, oggi ho poco da fare”. Mi guardo intorno e non so da dove incominciare. Alla fine decido di non iniziare da nessuna parte e mettermi a studiare.
Guardo il libro al mio fianco: Ernst Bloch, “Il principio speranza”. Il programma prevede che me ne debba studiare un paio di capitoli. Ora, siccome è cambiata l’edizione (quella precedente a cui fa riferimento il programma era in due volumi, questa nuova in mio possesso è un solo volume di 1618 pagine) le pagine indicate non corrispondono. Ho comtattato il mio prof. per chiedere almeno il titolo dei capitoli da studiare il quale, dopo aver dato un’occhiata al mattone, siccome neanche lui ricordava quali erano i capitoli corrispondenti alle pagine indicate dal programma, mi ha “gentilmente concesso” di portare i capitoli che più mi piacciono.
A questo punto, la mia domanda è: ma per sapere quali capitoli mi piacciono, devo comunque leggere tutte le 1618 pagine? Aiuto!

Un anno di gioia e di pace
Ci siamo augurati un anno pieno di gioia e di pace. Ma sappiamo tutti che quest’anno sarà un anno molto duro. Ci sarà da patire. Eppure so che questo non toglierà niente né alla pace del cuore, né alla gioia di essere creature amate.
Avete notato ultimamente gli atei come si arrabbiano perché non riescono ad imporre il loro punto di vista? Continuano ad essere presenti nei nostri blog (ognuno ha il suo affezionato con un nome specifico, qualcuno anche più di uno) e nonostante nessuno di noi sembra abbia interesse ad andare a fare proseliti nei blog altrui, questi continuano ad arrabbiarsi perché noi vogliamimporre le nostre idee. Altro che ingerenza!
Eh, si, diamo fastidio per il fatto stesso di esserci. Questo mi fa credere che stiamo percorrendo la strada giusta.
Questo è l’augurio per noi per il prossimo anno, che possiamo essere sempre di più pietra d’inciampo!
Intanto, io canto.
“E’ bello cantarti, Signore
È bello lodare il Tuo nome!
E’ bello cantarti Signore
È bello cantare a Te!”